Avvocato Attilio Pinna - Sassari Sardegna | Che cos’è lo Split Payment?
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Che cos’è lo Split Payment?

Pochi giorni prima del  Natale 2014 è stata approvata la legge di Stabilità 2015 (legge 190 del 23 dicembre 2014) che, all’articolo 1, comma 629, lettera b, introduce l’istituto dello Split Payment, ossia “dividi il pagamento”, che sta facendo molto discutere le aziende italiane.

Confindustria e  Confartigianato, altre  associazioni di categoria, professionisti e imprese  che lavorano con la Pubblica Amministrazione hanno manifestato una certa insoddisfazione. Vediamo di esaminare insieme il tema e di approfondire i tratti salienti della misura che ha sollevato tante polemiche.

La normativa stabilisce che le Pubbliche Amministrazioni, da quest’anno, non paghino più l’Iva alle aziende private  sulle fatture emessema debbano versarla direttamente all’Erario.

Prima dell’introduzione dello Split Payment, invece, le aziende private che fornivano beni o servizi alla Pubblica Amministrazione percepivano anche l’Iva e questo comportava la disponibilità di una certa liquidità fino al momento del versamento dell’imposta al Fisco. In pratica l’azienda agiva come intermediario (sostituto d’imposta) che pagava l’Iva allo Stato. Questo passaggio mediano ora è stato eliminato, visto che il versamento viene effettuato direttamente dalla P.A. al momento della fatturazione dei suoi acquisti.

La ratio del provvedimento va individuata nella lotta all’evasione fiscale e l’intento del legislatore è quello di  incrementare la liquidità nelle casse dello Stato. Tuttavia le proiezioni delle associazioni di categoria mostrano che il nuovo istituto ha avuto un incidenza negativa sulla capacità delle aziende di disporre di liquidità (ad esempio Confartigianato fornisce il dato di 230 milioni di euro all’anno di costi aggiuntivi per le imprese italiane).

Facciamo un esempio: un piccolo comune, una Asl o un’ università (Pubbliche Amministrazioni) acquistano dall’azienda A un tavolo e 12 sedie per una piccola sala conferenze al costo di 1.000 euro. L’azienda A per produrre il tavolo e le sedie usa materiali acquistati dall’azienda B al costo di 500 euro. Prima dello Split Paymentl’azienda A emette fattura alle Pubbliche Amministrazioni che versano alla prima 1.220 euro (1000 euro quale corrispettivo per l’acquisto delle sedie e del tavolo e 220 euro di Iva al 22%); l’azienda B emette fattura all’azienda A che versa alla prima 610 euro (500 euro quale corrispettivo per l’acquisto dei materiali necessari per produrre le sedie ed il tavolo e 110 euro di Iva al 22%). Il risultato di questa operazione produce un surplus di cassa di 610 euro  per l’azienda A (1.220 euro incassate dalle Pubbliche Amministrazioni – 610 euro corrisposte all’azienda B = 610 Euro), da usare per altre operazioni e investimenti.  Con lo Split Payment, al contrario, le Pubbliche Amministrazioni pagano al fornitore A la somma di 1.000 euro e versano 220 euro di Iva direttamente al fisco; l’azienda A corrisponde comunque all’azienda B sempre 610 euro (500 euro quale corrispettivo per l’acquisto dei materiali e 110 euro di Iva) rimanendo quindi con soli 390 euro in cassa (1.000 euro incassati dalle Pubbliche Amministrazioni – 610 euro corrisposti all’azienda B = 390 euro).

L’esempio riguarda una singola operazione economica, ma sappiamo che tutte le aziende, anche di piccole dimensioni, pongono in essere diverse operazioni economiche  alla volta e diviene ancora più difficile per le imprese, il cui maggiore problema è la mancanza di cash flow, ovvero di liquidità, affrontare la crisi economica che attraversa il Paese dinanzi all’introduzione di istituti come lo Split Payment,  che forse andrebbero ripensati.

E’ bene non dimenticare, ancora, che la misura, già operativa, agisce retroattivamente per tutto il 2014; questo significa che lo lo Split Payment è in vigore per tutti i pagamenti effettuati dal 1° gennaio 2015, anche se relativi a prestazioni realizzate nell’anno precedente.

Per concludere, la legge esprime per il momento dei principi generali e sarà necessaria l’emanazione di un decreto ministeriale di attuazione che disciplini modalità e termini di pagamento, che risultano ancora incerti.