Avvocato Attilio Pinna - Sassari Sardegna | Qual è la differenza tra il furto e l’appropriazione indebita?
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Qual è la differenza tra il furto e l’appropriazione indebita?

Eccoci davanti ad una situazione molto interessante da un punto di vista giuridico ma soprattutto pratico. Dico questo perché la differenza tra i due reati contro il patrimonio può sembrare a prima vista quasi inesistente ad un non addetto ai lavori.

Partiamo dalle definizioni. All’articolo 624 del nostro codice penale troviamo la definizione del furto: “Chiunque s’impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 154 euro a 516 euro”.

Il furto è un reato che in genere richiede, per essere perseguito, la querela del derubato. Questo implica che la polizia e la magistratura non possano procedere contro il ladro a meno che non venga colto in flagranza di reato, cioè lo si sorprenda mentre sta compiendo il fatto.

Al furto classico si aggiungono poi delle aggravanti speciali ex articolo 625 c.p. che portano la pena della reclusione da 1 a 6 anni, e raddoppiano il massimale della multa:

  1. Se il colpevole, per commettere il furto, si introduce o si trattiene in un edificio o in un altro luogo destinato ad abitazione;
  2. se il colpevole usa violenza sulle cose o si vale di un qualsiasi mezzo fraudolento;
  3. se il colpevole porta indosso armi o narcotici, senza farne uso;
  4. se il furto è commesso con destrezza;
  5. se il furto è commesso da tre o più persone, ovvero anche da una sola, che sia travisata o simuli la qualità di pubblico ufficiale o d’incaricato di un pubblico servizio;
  6. se il furto è commesso sul bagaglio dei viaggiatori in ogni specie di veicoli, nelle stazioni, negli scali o banchine, negli alberghi o in altri esercizi ove si somministrano cibi o bevande;
  7. se il furto è commesso su cose esistenti in uffici o stabilimenti pubblici, o sottoposte a sequestro o a pignoramento, o esposte per necessità o per consuetudine o per destinazione alla pubblica fede, o destinate a pubblico servizio o a pubblica utilità, difesa o reverenza;
  8. se il furto è commesso su tre o più capi di bestiame raccolti in gregge o in mandria, ovvero su animali bovini o equini, anche non raccolti in mandria.

Il furto può essere considerato anche minore, come indicato dai due articoli seguenti (626 e 627 c.p.), dove troviamo il furto d’uso, in cui l’autore ha fatto solo un uso momentaneo della cosa sottratta e dopo l’ha restituita (Tizio ruba una macchina, va a fare la spesa e la riporta due ore dopo al proprietario), oppure quello lieve per bisogno, come chi ruba del pane perché ha fame.

Simile negli effetti pratici, ma ben diversa nella sostanza giuridica, è l’appropriazione indebita. L’articolo 646 del codice la delinea così: “Quando taluno, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria del denaro o della cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso (da intendersi come mera detenzione). Questo reato è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a 1.032 euro”.

Anche qui osserviamo una cosa che viene sottratta alla disponibilità del legittimo proprietario da parte di qualcun’altro. Eppure qui abbiamo una sostanziale differenza: se nel furto il colpevole consuma il reato nel momento dello spossessamento (ovvero quando ruba un quadro o un motorino), al contrario, nell’appropriazione indebita il reato si configura nel momento in cui una persona che detiene un bene altrui ne fa un uso illecito (ad esempio se noi lasciassimo la nostra macchina nel garage di un amico e questi la rivendesse ad un altro).

In pratica, se nel furto si punisce una persona che agisce con l’intento di sottrarre un oggetto o del denaro per farlo proprionell’appropriazione indebita si agisce contro un custode che fa un uso indebito di quanto gli era stato lasciato volontariamente nella disponibilità.

Anche qui il reato viene perseguito a querela della persona offesa, salvo che non vi siano aggravanti speciali (ad esempio se il fatto è commesso su cose possedute a titolo di deposito necessario); nel qual caso si procederà d’ufficio.

Un consiglio: state ben attenti di fronte a persone poco fidate che vogliono vendervi a basso prezzo qualcosa che è di seconda mano (ad esempio un orologio o un telefonino), perché nel caso in cui questi oggetti provengano da un furto o  da un reato di appropriazione indebita e voi li compraste vi mettereste nei guai, rischiando di trovarvi coinvolti nel reato di ricettazione.